Oggi presso la nostra sede sono in corso Direttivo e Assemblea generale di CGIL Bari per discutere obiettivi, strategie, strumenti di una nuova stagione sindacale. Di seguito la relazione del segretario generale Gigia Bucci:

“La positiva conclusione di una crisi aperta in piena estate da Salvini ci consegna un Governo ormai nel pieno delle sue funzioni con il quale occorre aprire un confronto a tutto campo.

Quel che ci aspettiamo come primo atto è la ripresa di un vero dialogo sociale che non sia solo lo spot o ancora peggio una concessione, ma pieno riconoscimento del ruolo che i sindacati svolgono e vero ascolto di quelle che sono le nostre piattaforme.

E’ nostro costume esprimerci sui programmi e soprattutto sulla coerenza tra programmi enunciati e azione di governo concreta e però, ciò detto, non possiamo non guardare con grande interesse alla discontinuità che segna l’esecutivo appena varato con quello precedente a trazione Salvini.

Per noi meridionali è già un grande risultato aver sottratto il ministero dell’agricoltura ad un leghista ed averlo assegnato ad una donna pugliese che viene dalla nostra storia e si è forgiata nelle lotte per il lavoro o, ancora non possiamo non tirare un sospiro di sollievo a fronte della delega sulle politiche regionali e l’autonomia assegnate al pugliese Franco Boccia che, come noi, è stato uno strenuo oppositore di quella che è stata definita la “secessione dei ricchi”.

Per stare ad un giudizio di carattere più generale non possiamo non riscontrare una discontinuità netta tra il precedente governo e quello attuale nell’assegnazione dei Ministeri come ad esempio il ministero degli interni nel quale una donna, l’ex prefetto di Milano si è insediata portandosi dietro l’intero bagaglio che l’ha vista dialogare sempre con gli immigrati piuttosto che relegarli nella clandestinità.

Stesso discorso vale per le politiche fiscali. Aver abbandonato la sciagurata idea della tassa piatta e scritto nel programma l’impegno a rivedere il cuneo fiscale scaricandone i vantaggi esclusivamente sui lavoratori è un altro segnale di come si possa riprendere un confronto di merito che riporti al centro del dibattito politico il lavoro.

Io voglio stare alle dichiarazioni formali e a quanto dichiarato dai leaders Conte e Zingaretti rispetto alla filosofia che dovrà guidare l’azione di un governo che si propone di durare tutta la legislatura e che ha deciso di ricollocare prepotentemente l’Italia nel contesto europeo. Certamente per noi valgono i fatti e dai fatti giudicheremo l’esecutivo appena insediatosi. Sappiamo inoltre che non ci regala niente nessuno e a maggior ragione va rafforzata l’azione unitaria che abbiamo già iniziato con la piattaforma varata dagli esecutivi unitari, che è stata anche alla base delle prime iniziative che abbiamo fatto sia in Puglia che in campo nazionale: ricordo per tutti Reggio Calabria.

La Cgil di Bari è stata con tutto il suo impegno all’interno di queste iniziative, ma non ci siamo fermati solo a questo. Abbiamo risposto immediatamente all’input che ci veniva dal Segretario Generale Landini e dalla Cgil Puglia per iniziare da subito un ciclo straordinario di assemblee che ci ha rinfrescato nella nostra mente la bellezza del rapporto fisico e costante con i lavoratori e con le lavoratrici, i giovani e i pensionati, abbiamo condiviso con le categorie un piano di oltre 170 assemblee nelle realtà più rappresentative, per confrontarci su questi temi con la base ed indurre la nostra gente ad una riflessione su una idea di paese diversa da quella vista fino ad ora, dai porti chiusi e alla legittima difesa personale.

Questo ciclo interseca un lavoro che in realtà già avevamo cominciato a fare con l’Inca e con i servizi e ovviamente al grande impegno e alla generosità dei compagni delle categorie che ci hanno consentito di collegare un discorso sulle politiche generali con la quotidianità dei bisogni che i lavoratori e le lavoratrici hanno sul tema delle tutele individuali.

Temi che stiamo facendo vivere attraverso il documento “Il lavoro si fa strada” nelle assemblee con i lavoratori grazie all’impegno profuso a cominciare dalle categorie FILCTEM SLC e FLAI e naturalmente ci aspettiamo lo stesso impegno anche da tutti gli altri compagni anche da parte delle camere del lavoro comunali.

L’esperienza che abbiamo fatto con le assemblee è un tutt’uno di altre due modalità che noi stiamo portando avanti per rappresentare il mondo del lavoro nelle sue varie forme cosi come oggi è presente nel nostro territorio. Con questo spirito noi abbiamo affrontato con uguale determinazione le questioni che attengono allo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura denunciando con forza la vergogna dell’intossicazione a Turi cosi come le condizioni disumane in cui si sono trovati i lavoratori immigrati a Casamassima come a Gioia del Colle.

E’ una questione questa che è ricorrente non solo nella nostra regione o nel nostro territorio visto che l’attuale Ministro dell’Agricoltura proprio nelle assemblee dei magazzini ortofrutticoli si è forgiata insieme ai compagni della Federbraccianti nei lontani anni ‘80 e che denotano quanto sia difficile nonostante una legislazione avanzatissima conquistare condizioni di legalità del lavoro in un settore come quello agricolo che pure ha un peso determinante nell’economia pugliese rappresentandone il 20% del PIL.

Lo sfruttamento può assumere varie forme dalle più becere come quelle che ho appena denunciato o come quella dei Riders, tema sul quale ci siamo direttamente cimentati e spesi anche a seguito dell’aggressione subita da un lavoratore che oggi è con noi e che vogliamo salutare calorosamente.

AHMED mostrando forse più coraggio di quanto non ne hanno tanti altri lavoratori, non ci ha pensato due volte a rivolgersi alla CGIL e a trovare nella nostra organizzazione il giusto punto di riferimento per la difesa della propria dignità e della propria condizione non di immigrato, ma di lavoratore. Noi per questo lo vogliamo ringraziare.

A luglio scorso, siamo intervenuti immediatamente sulla questione del lavoratore penalizzato dalla Piattaforma di Food Delivery Glovo, che dopo essere stato rapinato e malmenato da alcuni personaggi al San Paolo ha visto anche addebitare il costo dell’incasso che era stato rubato. Insieme alle categorie, lo abbiamo invitato ad un incontro, ed è stato un incontro per noi illuminante soprattutto per la carica di umanità ed anche perché ci ha permesso di conoscere dall’interno i meccanismi di funzionamento della piattaforma digitale, dando la possibilità ad Ahmed di conoscere il nostro mondo, finora a lui sconosciuto, a partire dall’ufficio migranti per le necessità relative ai permessi di soggiorno, all’ufficio vertenze ed al Nidil per le verifiche relative alle retribuzioni.

AHMED non solo si è affidato alla CGIL ha rimesso tutta la sua disponibilità nelle mani dell’organizzazione rispetto al percorso di sindacalizzazione dei Riders.

Abbiamo fatto volantinaggi per capire problemi ed esigenze degli altri lavoratori, e siamo stati in piazza con NIDIL, FILCAMS e FILT, prendendo contatto con una cinquantina di ciclofattorini che operano solo nel centro di Bari, ai quali abbiamo parlato della piattaforma cittadina che unitariamente abbiamo elaborato e presentato al Comune di Bari che parla di sicurezza e della necessità di mettere a disposizione di questi nuovi lavoratori uno spazio pubblico nel quale potersi incontrare per discutere di come poter migliorare le loro condizioni di lavoro.

Sempre su questo tema, è di ieri la pubblicazione definitiva della graduatoria relativa all’avviso pubblico “Urbis” del Comune di Bari finalizzato alla creazione di servizi di prossimità presso le aree urbane a forte rischio di marginalità. Possiamo essere orgogliosi che il progetto al quale abbiamo lavorato assieme ai compagni di Zona Franka ha ottenuto il finanziamento e quindi nei locali dell’associazione che si trovano nel quartiere Madonnella, a poca distanza dalla fondazione Maierotti, si potrà attrezzare un punto di ritrovo per tutti i Riders che sarà aperto fino a mezzanotte, ed offrirà servizi quali: lo sportello sindacale Nidil / Cgil per ogni aspetto relativo ai rapporti di lavoro, strumenti come la cassetta degli attrezzi per le riparazioni delle bici nei casi più lievi oppure l’assistenza meccanica in convenzione da parte di Velostazione per i casi più gravi oltre ad un importante pacchetto assicurativo a copertura degli infortuni o per gli incidenti stradali in convenzione con l’Unipol di cui questi lavoratori sono spesso sprovvisti.

Ma situazioni di sfruttamento non avvengono solo tra i Riders, sfruttamento è anche quello che sta succedendo in alcune realtà che all’improvviso da essere una sorta di faro nel settore delle TLC ed anche per lo sviluppo del territorio sta determinando una sorta di calvario sindacale per i lavoratori.

Penso alla vertenza Network, nella quale sono impegnati la categoria Provinciale e Regionale della SLC e le confederazioni Regionale e Provinciale di CGIL, esplosa alla fine di luglio scorso ha visto precipitare la qualità del confronto sindacale con un’azienda al tavolo che ancora una volta attraverso il ricatto occupazionale ha provato a incassare la firma dei sindacati su un accordo per noi considerato illegittimo in quanto avente ad oggetto diritti indisponibili dei lavoratori.

C’è un tema da cui non si può prescindere e rispetto al quale sembra rispondere l’attuale filosofia della Network che le gare di appalto si possano vincere scaricando sulla pelle dei lavoratori e delle lavoratrici. Sebbene Network l’azienda con il numero più alto di occupati nella nostra Area Metropolitana, posizionandosi come l’azienda più grande di tutti (2700 dipendenti), si tratta purtroppo di un gigante dai piedi di argilla, ed è per questo che anziché dividerci bisogna lavorare insieme affinché chi concede appalti pubblici, non definisca condizione al massimo ribasso, quello che purtroppo oggi avviene sotto gli occhi di tutti.

Ovviamente questa esperienza ci stimola ad essere sempre più determinati sapendo che le false partite iva sono una forma di sfruttamento più raffinate ma non meno odiose e che il mondo del lavoro oggi è estremamente articolato. Bari non è una realtà marginale nell’economia del nostro paese e questo ha un riflesso anche sulle molteplici professioni che in essa si esprimono. Guardate compagni, l’esperienza di INNESTI ci porta a rivolgere lo sguardo verso una realtà che troppo spesso ignoriamo e che è invece un peso notevole anche perché intercetta la parte più professionalizzata e qualificata delle giovani generazioni.

Approfitto quindi della presenza di Ivana per sollecitare il finanziamento del progetto che deve avere le gambe per poter camminare. Abbiamo costruito un patrimonio di competenze e di relazioni in questi due anni in cui ci abbiamo lavorato, sarebbe un peccato disperderle. Ora quei giovani si aspettano di averci come punto di riferimento costante. Ecco perché è importanze che quel progetto riceva l’attenzione del nazionale e anche della Cgil puglia.

A Bari la sfida sull’innovazione passa anche dal modo con cui l’amministrazione DECARO ha deciso di improntare l’appropriazione amministrativa del suo secondo mandato. La scelta di affidare l’incarico di vicesindaco con delega all’innovazione e alla digitalizzazione al prof Di Sciascio che noi abbiamo avuto modo anche di apprezzare in molteplici iniziative a cui ha partecipato è un segnale e una sfida. Tutti gli studi concordano nell’individuare nelle smart city intese come città connesse capaci di erogare servizi innovativi e di connettere cittadini e cose uno dei fattori di sviluppo del 21esimo secolo. Tutte le città del mondo che hanno scommesso sull’innovazione conoscono una fase di sviluppo e questa è la strada che noi vogliamo immaginare anche per la nostra città e per l’intera area metropolitana. Sviluppare una rete di servizi digitali significa per noi non solo mettere i cittadini di questa città in condizioni di vivere meglio, sia che si tratti del loro rapporto con la pubblica amministrazione che dell’uso dei mezzi pubblici o ancora dell’accesso alla fibra ottica ma significa anche trattenere nel nostro territorio tutte quelle competenze che magari si formano nel nostro politecnico e nella nostra università e che spesso sono costretti ad andare fuori.

Abbiamo infatti già chiesto un incontro all’amministrazione su questi temi perché noi ci vogliamo essere. L’esperienza di INNESTI ci insegna che si può fare e voglio essere chiara, questo non è in alternativa al nostro impegno sulle periferie sulla riqualificazione dei quartieri sul miglioramento della struttura assistenziale, sulla presenza degli asili nido e degli altri pezzi di welfare cittadino ma una parte dell’insieme. E’ con questa convinzione che CGIL e NIDIL stiamo partecipando proprio in questi giorni al tavolo dei talenti e giovani generazioni promosso dall’Area Metropolitana.

Altro tema sul quale siamo impegnati, pancia a terra insieme soprattutto a Funzione Pubblica e SPI, il tema del diritto alla salute.

Dopo diversi solleciti, anche ultimativi, rivolti al nuovo Direttore Generale della ASL Bari per riprendere la discussione di merito sul tema “Diritto alla Salute”, in attuazione dell’accordo tra Cgil-Cisl-Uil Regionali e Presidenza Giunta Regione Puglia, finalmente in data 5 luglio ha luogo il primo incontro di concertazione per affrontare alcuni argomenti ritenuti da noi urgenti quali: governo liste d’attesa per triennio 2019/2021, Assistenza Territoriale di emergenza urgenza (118), piano estivo di assistenza Ospedaliera nei PP.OO. della ASL Bari.

L’esigenza di un’azione tempestiva del confronto è nata da una ormai cronica situazione drammatica della gestione delle liste di attesa delle prestazioni sanitarie, che sta creando enorme disagio nella cittadinanza dell’Area Metropolitana, che necessita di un intervento risolutivo, efficace e non più rinviabile.

Non meno importante diventa il confronto sulla gestione del sistema della emergenza-urgenza, nonché il confronto sullo stato di attuazione del processo di implementazione della offerta sanitaria territoriale e delle strutture ambulatoriali che nei vari distretti vivono situazioni di scarsa efficienza delle prestazioni erogate, sia per carenza di personale che per assenza di politiche di programmazione coerenti con i principi sancita dalla carta costituzione e in particolare dell’art. 32 che sancisce quale diritto fondamentale la tutela della salute dell’individuo e il Servizio Sanitario Nazionale ne è lo strumento.

La delegazione di parte pubblica (Direttore Generale, Direttore Sanitario, Dirigente Relazioni Sindacali, Responsabile Unico liste d’attesa, Direttore del 118) e della parte Sindacale (confederale Cgil-Cisl-Uil, federazioni di categoria e dei pensionati) hanno dibattuto approfonditamente sui temi ad oggetto nei due giorni  di confronto (5 e 24 luglio 2019) che ha contribuito  all’Adozione del Piano Attuativo Aziendale per il Governo delle Liste D’attesa per il triennio 2019-2021e alla sottoscrizione di due verbali d’intesa.

Nel merito si definiscono con i due verbali d’accordo punti importanti tra cui:

–        La ASL si impegna in iniziative di riorganizzazione dei servizi legate all’erogazione delle prestazioni con il coinvolgimento anche delle strutture private accreditate per carenza di propri specialisti, di personale infermieristico e tecnico di supporto, legata ai vincoli del piano di rientro;

–        Attuazione di un piano di assunzioni con procedure concorsuali per far fronte a tale carenza strutturale di personale prevedendone le prime ammissioni in servizio a partire dal gennaio 2020;

–        Gestione del paziente cronico che sarà trattato in maniera diversa dall’attuale la cui presa in carico starà fuori dalle leste d’attesa;

–        Un processo d’informatizzazione di tutti gli ambulatori e reparti con passaggio entro diversi mesi all’uso di fibra ottica per la trasmissione dei dati. Tale processo consentirà l’utilizzo esclusivo di ricette dematerializzate e una più agevole rilevazione dei parametri utili;

–        Miglioramento della fase di prenotazione verso il nuovo CUP sovraziendale collegato anche con le altre strutture sanitarie dell’area metropolitana (Policlinico, Oncologico, IRCCS Castellana e a seguire anche le strutture accreditate) che consentirà il blocco delle prestazioni multiple con lo stesso codice fiscale e l’attivazione di un servizio di Recall telefonico automatico che consentirà di ricordare all’assistito la prenotazione in atto e l’eventuale disdetta o conferma. Servizio che sarà attivo, possibilmente, già dal 1° Settembre 2019;

–        L’implementazione delle prestazioni avverrà anche con l’assunzione da concorso o da graduatorie di personale in sostituzione di quello andato in quiescenza, utilizzando anche risorse provenienti dall’attività ALPI;

–        Attenzione verso campagne informative di prevenzione, di stimolo all’adesione a progetti screening e coinvolgimento della popolazione;

–        Corso di aggiornamento degli operatori dei CUP che diventano elementi fondamentali nel percorso di informazione all’utenza sulle nuove modalità di gestione delle patologie acute e croniche.

Nel Piano Attuativo Aziendale (deliberazione n. 1256 del 16 luglio 2019) vengono recepiti alcune nostre osservazioni di merito tra cui:

–        Al governo dei tempi d’attesa con una dettagliata prescrizione delle modalità;

–        Alla gestione delle agende;

–        Alla prenotazione e disdetta delle prestazioni;

–        Alla gestione dei ricoveri chirurgici programmati;

–        Alla gestione dei ricoveri chirurgici programmati in Day Service cioè ambulatoriali;

–        Alla gestione dell’ALPI;

–        Alla gestione dei flussi informativi dei tempi d’attesa.

 

Quanto ricompreso nei verbali d’accordo del 5 e 24 luglio 2019 e nel Piano Attuativo Aziendale scaturisce da una analisi approfondita della situazione esistente le cui anomalie sono ascrivibili a diversi problemi di prescrizione, per i quali verranno adottati percorsi di miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva e di gestione delle priorità cliniche, come innanzi illustrato.

L’accordo prevede che le parti si incontreranno entro la prima decade del mese di ottobre p.v.al fine di monitorare le azioni poste in essere dalla D.G. della ASL di Bari ed inoltre si è deciso di programmare dopo la pausa estiva incontri monotematici con i cittadini, utenti e lavoratori sui temi oggetto del confronto, ritenendo importante e strategica la corretta informazione sulla programmazione sanitaria nel nostro territorio che ci vedranno impegnati unitariamente, con le categorie di Funzione Pubblica e SPI oltre che con CISL e UIL.

Un altro importante protocollo al quale stiamo lavorando assieme a FILLEA Nazionale Regionale e Provinciale in questi giorni, riguarda l’investimento che Ferrovie Sud-Est hanno approvato ed avviato nel nostro territorio per lavori di adeguamento, ammodernamento e automazione della tratta ferroviaria in particolare nel tratto che interessa i comuni di Capurso e Triggiano, protocollo che riconduce a due temi su cui la nostra organizzazione ha da tempo deciso di cimentarsi, la contrattazione d’anticipo e la contrattazione di filiera.

Stiamo parlando di un investimento complessivo di 136 mln di Euro Opere che vedranno impegnati circa 300 lavoratori nei diversi aspetti della realizzazione, dalle necessarie opere edili, al portierato e controllo degli accessi ai cantieri, dall’efficientamento della linea  agli impianti e condutture, e che di conseguenza interesserà diverse Categorie oltre la FILLEA, la FILCAMS, la FILT e la FIOM.

Nostro ruolo come sempre sul tema degli appalti sta nel ribadire l’importanza centrale della trasparenza della legalità che si articolano nel protocollo attraverso gli impegni relativi al contrasto alla infiltrazione della criminalità, al rispetto delle norme anti corruzione, al contrasto ai fenomeni di evasione fiscale, all’applicazione del contratto nazionale e più in generale alla tutela dei lavoratori rispetto ai cambi d’appalto o al rispetto della normativa sulla sicurezza sul lavoro.

Temi questi, che hanno trovato nel Forum della Legalità il luogo deputato al confronto tra tutti i soggetti coinvolti, e che ha visto produrre gli effetti concreti nella contrattazione che abbiamo svolto con le varie amministrazioni Comunali e che ha portato alla sottoscrizione, di numerosi protocolli sui temi degli appalti e delle relazioni sindacali, da ultimo nei comuni di Acquaviva delle Fonti e Monopoli che si aggiungono a quelli già siglati a Bari, Corato, Gioia del Colle e Ruvo di Puglia.

Proprio il protocollo di Ruvo di Puglia su trasparenza e legalità sarà l’esempio che porteremo domani all’Università di Bologna in una delle giornate della Summer School, illustreremo questa positiva esperienza del nostro territorio attraverso la quale, l’amministrazione di Ruvo ha indetto una serie di bandi di appalto nel pieno rispetto di quanto definito dal Protocollo sui temi della vigilanza, delle tutele dei lavoratori, della sicurezza ecc.

Situazioni relative ad appalti ed esternalizzazioni che dobbiamo monitorare e tenere sotto controllo, anche alla luce di quello che sta avvenendo nella nostra provincia, penso al settore commercio e grande distribuzione dopo l’accordo di Master Franchising tra Coop Alleanza 3.0 e la Tatò paride dei negozi Sigma e Sidis, oppure rispetto alla cessione dei negozi da parte del Gruppo Auchan a Conad.

Vertenze che coinvolgono centinaia di lavoratori anche di diverse categorie, mi riferisco in questo caso a Filt per l’attività di trasporti e logistica oppure Nidil per la somministrazione.

Và monitorato l’avvio del nuovo anno scolastico che da un lato coinvolge i giovani studenti ma dall’altro interessa anche le migliaia di lavoratori precari che con la caduta del governo giallo-verde hanno visto interrompere l’iter del decreto di stabilizzazione approvato il 6 agosto scorso, e che avrebbe permesso il necessario turn over dopo gli esodi legati al provvedimento quota 100.

Come pure vanno attenzionate tutte le situazioni critiche della nostra area industriale, penso alla vertenza Bosch che impiega 1890 addetti e dopo la sottoscrizione di un accordo che ha visto far rientrare gli 800 esuberi dichiarati dall’azienda a seguito dello scandalo relativo al Dieselgate, ci troviamo al terzo anno di applicazione rispetto ai cinque previsti ma l’azienda non ha ancora impresso quella necessaria accelerazione rispetto alla riconversione delle produzioni verso il mondo dell’elettrico come era previsto nell’intesa.

Cronaca di questi giorni, nuovamente sulla situazione dei lavoratori Ex OM Carrelli, che hanno visto perpetrare un vero e proprio furto sotto i propri occhi, infatti, il testo che avrebbe dovuto concedere loro una proroga della mobilità in deroga per ulteriori 12 mesi, è misteriosamente sparito dal decreto cosiddetto “salva Ilva”, in fase di trasformazione in norma di un decreto peraltro già licenziato dal presidente della Repubblica. Ancora rabbia, tensione e delusione per questi lavoratori che dopo 8 anni di lotte, sit-in, incontri istituzionali, meritano solo un grande rispetto da parte di tutti e che si avvii quanto prima il progetto per la riconversione del sito produttivo in attività legate al riciclo dei rifiuti derivanti dalla raccolta differenziata, plastica, carta e vetro.

Oltre alla situazione produttiva, infatti, c’è un nuovo tema, che tutto il movimento FFF nato dalla spinta di Greta Thundberg ha reso oggi ancor più evidente, che non è più sufficiente lavorare ma è importante discutere di cosa si produce, del perché si produce e di quale rispetto si ha dell’ambiente mentre si produce. Siamo contenti, che tante ragazze e ragazzi tutti insieme stiano cercando fortemente di determinare un cambiamento. Stanno cercando di risvegliare le coscienze perché chiedono al mondo intero, istituzioni, imprese, società civile, maggiore coerenza e risposte ai problemi legati all’ambiente.

L’83esima edizione della Fiera del Levante ci lancia una sfida importante su un tema spesso trascurato ma che, per il futuro di tutti noi, non può più essere ignorato come dimostrano le manifestazioni dei tantissimi giovani e studenti scesi in piazza negli ultimi mesi per rivendicare un futuro più sostenibile, senza quello sfruttamento predatorio delle risorse naturali che, anno dopo anno, rende sempre più inabitabile il pianeta, costringendo masse di persone ad abbandonare i propri luoghi di nascita e generando disastri e catastrofi.

Si tratta di ripensare totalmente il modello sociale e produttivo coniugando diritti differenti: dal vivere in un ambiente salubre, al diritto al lavoro e alla mobilità che necessitano, ad esempio, di nuove forme di trasporto, pubblico e pulito, di un modello urbanistico a misura d’uomo che non frammenti periferie e provincia, di aziende che investano nuove tecnologie sulla sicurezza, sull’innovazione e sulla qualità, di scuole e università con risorse adeguate a educare e fare ricerca. Nei prossimi anni dovremo capire cosa produrre e come farlo, con quali conoscenze e competenze, in un processo che vedrà necessariamente coinvolto il mondo del lavoro, anche come fruitore di questo sistema, gettando le basi per nuovi processi di democrazia e partecipazione.

I lavoratori, il sindacato, devono essere i protagonisti di questo dibattito onde evitare che, come in passato, si generino contrapposizioni tra il lavoro e la salute, come avvenuto a Bari con la Fibronit la cui bonifica rappresenta un elemento di assoluto valore apportato dalle ultime amministrazioni cittadine.

Non è una strada facile, se pensiamo all’elevato numero di situazioni di illegalità ambientale, dalla cementificazione abusiva al ciclo dei rifiuti, che nell’ultimo rapporto sulle ecomafie di Legambiente pongono la provincia di Bari al terzo posto nella classifica nazionale per numero di infrazioni accertate (711), con ripercussioni negative non solo sulla qualità della vita ma anche sui diritti dei lavoratori direttamente coinvolti, ma è l’unica via percorribile per dare un domani a noi e ai nostri figli.

Per questo motivo con una delegazione della Cgil, abbiamo incontrato un gruppo di rappresentanti del movimento #FridaysForFuture per dare il nostro contributo insieme ad altre associazioni al terzo sciopero globale per il clima organizzato anche a Bari il prossimo 27 settembre, con i ragazzi abbiamo condiviso l’impegno in un percorso comune di lotta per la giustizia climatica e di mobilitazione che ci vedrà sempre più al loro fianco su un tema così importante per cui abbiamo il dovere di preservare l’ambiente per consegnarlo alle future generazioni.

Per concludere compagni, questa nostra assemblea generale è stata anticipata da un Direttivo che è stata chiamata ad approvare una delibera con la quale si chiede alle categorie uno sforzo economico ed organizzativo maggiore per la tenuta organizzativa del territorio. Vorrei che fosse chiaro a tutti che la sfida su innesti così come quella sui Riders e più in generale la sfida che abbiamo davanti rispetto ai cambiamenti repentini e profondi del mondo del lavoro, non attiene solo alla Città di Bari, ma sono fenomeni molto più complessi e certamente diffusi in tutti i comuni ed è per questo che la condizione essenziale affinché la nostra organizzazione politica esplichi tutta la sua efficacia è mantenere una nostra presenza sul territorio, che va rafforzata ed innovata.

Su questo vogliamo poter dire oggi, anche in presenza della Cgil Nazionale oltre che della Cgil Puglia di poter essere in grado di poter contare su un gruppo dirigente coeso e tutto impegnato non solo ad affrontare la sfida ma anche a vincerla.”