“Ai giovani servono spazi. Per esprimersi. Per sperimentare. Per imparare non solo nelle aule ma anche sul campo. Ed oggi noi siamo qui!”

La giornata alla Fiera Del Levante inizia nel segno di Guglielmo Minervini, a cui il segretario generale Cgil Bari Gigia Bucci dedica il suo intervento. Dalla sua nuova concezione delle Politiche Giovanili sono nati il programma Bollenti Spiriti e il sistema dei laboratori urbani, grazie ai quali negli ultimi 10 anni la Puglia si è ripopolata di luoghi aggregativi votati ai principi dell’apertura, della trasparenza, dell’accessibilità, della sostenibilità, fortemente legati alla missione sociale di attivazione di comunità giovanili.

Di fronte alla fotografia impietosa di un’Italia ferma per crescita economica, occupazionale e demografica, emersa dal rapporto annuale Istat, il segretario Cgil Bari presenta l’idea alla base de La Scuola di Innesti: “Abbiamo voluto immaginare un’azione di contrasto alla perdita di talenti, in una regione dove le politiche di “Bollenti Spiriti” hanno dato linfa vitale a buone pratiche di politica generativa, un patrimonio importante che non vogliamo disperdere e che ci ha portato a compiere un percorso comune di collaborazione e progettazione, immaginando un’ottica di “comunità” come una fondamentale premessa per creare realmente sviluppo”.

Le Politiche Giovanili in Puglia stanno investendo in progetti di innovazione sociale e tecnologica dando ad una comunità giovanile larghissima una possibilità: quella di mettersi alla prova e di comprendere come l’assunzione di una responsabilità e di un impegno possa essere la strada per trovare la propria collocazione nel contesto territoriale e sociale in cui vivono. “La nostra presenza sul territorio con pratiche come Innesti è di fondamentale importanza per restituire importanza e dignità a chi investe in cultura, intelligenze che fanno del loro know how un prezioso capitale umano da portare in dote al nostro tessuto produttivo”, afferma il segretario: “Innesti è una strategia di contrattazione innovativa territoriale e di filiera che aggiunge uno strumento in più nella nostra cassetta degli attrezzi, ci fortifica in termini di rappresentanza ma anche in termini di responsabilità”.

A conferma di ciò Cgil Bari e Legacoop Puglia hanno siglato un protocollo che mette a frutte le loro rispettive sperimentazioni su coworking e startup come il processo di scouting denominato “Coopstartup” o quello “Switch On” finalizzato a diffondere consapevolezza sui temi dell’innovazione, della trasformazione digitale e di Impresa 4.0: “un impegno a consegnare diritti alle nuove generazioni”, le parole del presidente Carmelo Rollo.

Con la moderazione di Silvia Dipinto, sul tema del cambiamento digitale sono intervenuti anche Eugenio Di Sciascio, già Rettore del Politecnico di Bari e nominato vicesindaco della città Bari e l’assessore alle Politiche Giovanili della Regione Puglia Raffaele Piemontese con l’impegno a continuare gli investimenti ed elaborare un ecosistema che dia sostegno e pari opportunità all’innovazione.

Pino Gesmundo ha premiato l’investimento fatto dalla Cgil Bari con Innesti: ”ha dimostrato come la costruzione di comunità sia la forza del vero cambiamento: supera il rancore, la paura, l’egosimo del singolo e le solitudini. In Puglia i giovani lo hanno fatto da soli ma le istituzioni devono svolgere un ruolo importante di stimolo e sostegno a ricerca e sviluppo”.

Sul tema della digitalizzazione punta il dito contro la concezione della tecnologia come mero abbattimento del costo del lavoro che si trasforma in abbattimento dei diritti, puntando piuttosto sullo sviluppo di una rete infrastrutturale per sostenere l’innovazione del nostro tessuto produttivo in nome delle tutele: “non dobbiamo consegnarci alla rassegnazione”, il messaggio di sostegno del segretario generale Cgil Puglia alla platea, tra cui era presente anche una delegazione dei lavoratori del Mercatone Uno, vertenza sulla quale si è soffermato anche il segretario nazionale CGIL Confederazione Generale Italiana del Lavoro Maurizio Landini: “quella che stiamo affrontando non è una questione locale. Nord e Sud non sono categorie geografiche: le disuguaglianze sono processi trasversali e come sindacato vogliamo ricostruire l’unità sociale e l’unità dei diritti nel mondo del lavoro e delle persone”.

Analizzando la giornata di oggi Landini sottolinea l’importanza di cambiare le narrazioni in atto: “bisogna smetterla con il luogo comune dei giovani, in particolare del Sud, che per lavorare e per realizzarsi se ne devono andare dal nostro paese. La giornata di oggi ci indica che è possibile farlo se si cambiano le politiche economiche e sociali e se si costruiscono anche sul territorio esperienze in cui prevale un’idea di sistema, in cui vari soggetti si mettono assieme perché al centro ci deve essere la qualità del lavoro e l’utilizzo dell’intelligenza e delle competenze che sul territorio si creano”.

A conclusione del suo intervento difende l’idea del sindacato confederale per ricostruire la cultura del lavoro: “per farlo dobbiamo ricostruire l’unità dell’azione sindacale. Non siamo un sindacato corporativo: rappresentando le persone che lavorano vogliamo dare una voce politica a queste persone. Il nostro è un progetto sociale di trasformazione: il mercato non è la chiave del cambiamento così come il fine della politica è la giustizia sociale e non il profitto. Rimettiamo al centro il diritto della persona e non la mercificazione delle persone”